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Canzone ad un pettirosso

il sole carezza ma solo per poco
il tepore di una vita l’hai perso per gioco
non tuo ma di chi non sapeva volare
di chi i sogni li uccide di chi fa del male

c’è un luogo tra i rami al riparo dal mondo
c’è un posto che piange l’attesa, il ritorno
partisti sicuro di poter tornare
alle foglie ed ai rami a speranze da amare

un tempo cantasti per i miei sette anni
la tua voce sottile sull’oro dei campi
rinuncia alla vita un nido lasciato
si chiudono gli occhi di un poeta ingannato

le parole non servon a cantar le stagioni
ti bastava la musica, la gioia dei suoni
sfregia i ricordi il tuo andar lontano
perché oggi l’autunno mi è morto in mano

Vivere

come se una goccia sola
potesse governare il letto del fiume
come se una foglia sola
potesse governare il soffio del vento
eppure la mia voce ti chiama amore

Sonno

minuti e sarà neve che raccoglieremo a mani aperte
non lasceremo alla poesia solo le righe tra le mattonelle dei giorni
il punto di fuga è l’orizzonte fatto di abbracci più lunghi
perché mi sono stancato di mattine e di addii in cui ti lascio
minuta e nascosta nel tepore del sonno stuprato dal dovere

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